Continuando la nostra sottorubrica “Musica al Dalek”, abbiamo fatto due chiacchiere con i Przepych, band polacca dall’appiglio vivace ed interessante.

Un duo nato qualche anno fa dopo avere percorso, ciascuno seguendo il proprio istinto, diverse strade musicali.

Due caratteri distinti, ma uniti da una stima reciproca, innanzitutto in campo musicale, da sempre viva. Grazie a questa stima Jakub chiede a Lukas di provare ad armonizzare i loro suoni, i loro modi di espressione.

Batteria, chitarre, synth, loop… sono le sfaccettature del loro suono per il quale hanno un unico imperativo: libera espressione!

Dalla Polonia, un po’ in giro in Europa fino alla Sicilia… dove, affascinati dall’atmosfera isolana, hanno scelto il Dalek Studio di Messina per produrre il loro primo album insieme.

 

Lukas, Jakub (“Kuba”), ben arrivati in Sicilia ed al Dalek! Raccontateci un po’ di voi… Siete al vostro primo disco insieme. Come sono nati i “Przepych”?

Le nostre sono due storie distinte perché ci conoscevamo da tempo, ma suonavamo ognuno per i fatti propri. Musicalmente ci stimavamo parecchio. Così successe che una volta io, Kuba, ho visto suonare Lukas e, riflettendo sul suo suono, ho pensato che sarebbe stato interessante provare a suonare insieme. Avevo già qualche idea tra la composizione e l’istinto più libero. Avevamo un approccio al “fare musica” simile, poteva amalgamarsi e forse ci siamo arrivati (ride, ndr).

Leggendo qua e là, ho notato che, generalmente, siete considerati “progressive noise”, letteralmente “rumore progressivo”. Curioso come, in un tempo in cui si cerca di combattere il “rumore” in quanto viviamo in una società carica di “rumori”, la musica (e voi ce ne date una conferma) sia sempre “super partes”… riesce a trasformare ciò che è negativo in qualcosa di positivo… Ma, al di là della essenza generale della musica, siete d’accordo con la definizione che vi danno?

Sulla essenza della musica siamo assolutamente d’accordo! Ma sulla “nostra” definizione… anche no! (risate, ndr). Non ci piacciono le categorie. Riteniamo che la definizione di una categoria sia importante per la comunicazione, per il rapporto band/media ma, a parte questo, siamo dell’avviso che per fare musica è fondamentale non catalogarsi. E’ la categoria che viene dalla libera espressione, non è la espressione che viene dalla categoria…Lo spazio della creazione è importantissimo e per prendere una sua struttura deve originarsi liberamente.

Noi, per esempio, adesso ci stiamo dedicando ad un lavoro soprattutto di studio e di ricerca, che facciamo sostanzialmente a casa, nello studio della nostra associazione culturale-musicale in Polonia ed ora qui, nello studio di produzione “Dalek”…

Fra l’altro è un progetto, questo nostro, in cui abbiamo chiamato anche qualche collaborazione esterna affinché il suono finale fosse il prodotto di una piccola, sfaccettata, orchestra.

Ma come siete arrivati al Dalek Studio?

Abbiamo suonato in Italia, a Pordenone. Lì abbiamo conosciuto meglio Gaetano (Sciacca) e Claudio (La Rosa), i fondatori del Dalek. Conoscevamo già i Les Spritz (il progetto musicale che Gaetano porta avanti con il musicista Giuseppe Candiano) ed in generale sapevamo delle le Dalek Session (i live che mensilmente vengono promossi dal Dalek e presentati ai soci ed agli aspiranti soci). Inoltre, una band che stiamiamo molto, i MassiCot , aveva prodotto il proprio lavoro al Dalek e così abbiamo scelto anche noi questo posto per la produzione del nostro primo album.

E nella bella performance a cui abbiamo assistito avete presentato solo inediti?

In realtà, in linea con il nostro desiderio di sperimentazione, abbiamo scelto di presentare lavori vecchi e nuovi, cercando, comunque, di farli dialogare.

Come vedete la figura del musicista, con speciale riferimento a quello indipendente, facendo un confronto Estero/Italia? Pensate che il musicista possa realmente vivere del suo fare musica?

Riguardo la seconda domanda, sostanzialmente forse no. Nel senso, crediamo che si possano avere due opzioni: fare la musica che “si sente”, che piace… oppure fare sì la musica che piace ma per venderla.

Sono due prodotti molto diversi,

In generale, diciamo che la comunità della musica indipendente è molto più consapevole del valore, dell’essenza della musica e dell’importanza del “fare rete”. E’ una comunità non interessata al prodotto finale ma al prodotto originario ed in itinere. Ed è una comunità uguale ovunque, sia all’Estero che in Italia. In questo senso anche la figura del musicista troviamo che sia uguale ovunque. Certo, è vero pure che noi non facciamo musica come primo lavoro. Per noi suonare è e vorremmo che rimanesse sempre una passione… fondamentale… ma passione non lavoro. Qualora diventasse un lavoro, dipenderemmo dalla musica e noi non vogliamo assolutamente che accada! Facciamo musica e cerchiamo di portarla in giro anche perché ci piace il contatto con la gente. La connessione, il rapporto che si instaura con le persone è un fattore che ci piace davvero tanto. E’ una questione di partecipazione.

Progetti futuri o date in cui possiamo seguirvi e vedervi?

Innanzitutto cerchiamo un’etichetta interessata a “portare fuori” il nostro progetto, chiaramente dopo averlo qui prodotto!

Abbiamo intenzione di presentare l’album, con o senza etichetta, intorno a Settembre/Ottobre in un tour che stiamo pensando per i Paesi Balcanici.

Ma vedremo…

Però vorremmo aggiungere una cosa…

Diteci pure…

Ci teniamo a ringraziare molto il Dalek Studio, Gaetano Sciacca, Claudio La Rosa e la comunità che ci ha accolti e che è stata curiosa di ascoltarci…. Avremmo potuto produrre il disco in altri posti. Ma non conoscevamo la Sicilia, ci avevano parlato bene del Dalek, come studio di registrazione e produzione e come particolare location, così l’abbiamo scelto e ne siamo sinceramente felici.

La rete, la comunità cresce cercando altri luoghi, altra gente, altri modi di fare con cui confrontarsi ed è quello che cerchiamo di realizzare.

E noi, ringraziandovi e sentendoci “super!” per questa vostra dichiarazione di simpatia verso la terra di Sicilia e di stima verso il Dalek e verso i ragazzi che con dedizione costante ci lavorano, vi “diamo” un arrivederci e che sia prestissimo…!

Contatto FB della Band: https://www.facebook.com/przepychband/

Il Dalek Studio si trova a Messina, in Via Tremonti-Fondo Cardia (pressi Viale Giostra).

E’ Studio di registrazione e produzione, Sala Prove, Residenza d’Artista ed Associazione Culturale.

Si rivolge a musicisti, singoli o in collettivo, emergenti e/o sperimentali, italiani e stranieri.

Contatti:

call.:
Chiama 346 123 8061

Email: dalekstudio@gmail.com

Web: http://www.dalekstudios.it

FB: https://www.facebook.com/dalekstudio

Instagram: DalekStudio

Un breve estratto video del live al Dalek Studio dei Przepych