Un collettivo di giovani musicisti veronesi, che dal 2009 (circa) creano uno stile di musica spesso considerato “folk-psichedelico”, recentemente “elettronico”, in realtà è piuttosto personale da essere precisamente catalogato.

Dall’uscita dell’EP “Singar” (Vaggimal/42Records -2011), il loro nome è rimbalzato di blog in blog, di rivista in rivista.

Tanti concerti alle spalle per tutta l’Italia, arrivando anche all’Estero, negli Stati Uniti, per un mini tour.

Un premio “Arezzo Wave” – 2012.

Nel 2013 il primo album, Ruvain (in Cimbro, lingua morta della Lessinia).

Diversi premi e partecipazioni ai migliori festival ed in locali europei dedicati alla musica inedita e sperimentale.

Dal Novembre 2017 sono in giro per l’Italia a presentare il loro ultimo progetto: Nuova Speranza. Tra le tappe, hanno scelto pure la Sicilia, arrivando anche al Dalek Studio… luogo particolarmente suggestivo della città di Messina, anche Residenza d’Artista , dedicato alla musica sperimentale, proveniente da ogni dove, di qualità.

E proprio al Dalek li abbiamo incontrati, scambiandoci due chiacchiere.

C.+C. Maxigross. Un nome singolare… Cosa significa, come mai questa scelta?

Questo nome è un gioco. Ed il gioco è per noi importante filo conduttore di approccio alle cose. Il titolo che abbiamo scelto di darci deriva da un supermercato delle nostre zone (il Veneto). Senza un particolare motivo ci ha attratti e ce lo siamo dati per la nostra band.

Come siete arrivati ad essere i C+C Maxigross?

Mah, ciò che muove dal di dentro ciascun membro del nostro gruppo è l’amore, la passione per la musica ed il desiderio di farla.

Nasciamo come un collettivo, dunque, seppur qualche componente della band è rimasto costante nel tempo, abbiamo cambiato molte formazioni.

Diciamo che la nostra “origine” trova le sue radici nell’amicizia tra di noi e nella passione verso la musica, che sono due elementi che da sempre accompagnano tutte le nostre diverse formazioni.

Con “Nuova Speranza”, il vostro ultimo progetto fino ad Aprile in tour (quando riabbraccerete la vostra città, Verona), per la prima volta cantate in Italiano… Fino a questo momento avete sempre cantato in lingue straniere… con un’attenzione particolare all’inglese. Come mai questo cambiamento?

La scelta dell’italiano come lingua “protagonista” del nostro ultimo lavoro è frutto di una rigenerazione di noi come band.

Inizialmente siamo stati parecchio influenzati da un tipo di cultura anglo-americana; usare nei nostri testi l’inglese ci faceva sentire più vicini al mondo. Ma adesso abbiamo tutt’altro tipo di “necessità”. Stiamo facendo un tour in Italia, il nostro paese, dove sicuramente non ci sta tutto bene, la differenza con l’Estero la vediamo, ma diciamo che, a modo nostro, vogliamo essere dalla sua parte, dalla parte della nostra terra, dalla parte di chi siamo.. Scrivere in italiano è per noi essere più autentici ed un modo per parlare di qualcosa che ci riguarda più da vicino… Questo mutamento è per noi un passaggio fondamentale. Osserviamo più attentamente la realtà, quindi analizziamo noi stessi ed il contesto che ci è attorno. Una “nuova speranza”, una nuova ricerca che è al centro del nostro ultimo disco.

Inizialmente, la vostra musica è stata inquadrata nel genere “folk psichedelico”. Ultimamente, invece, nella “elettronica”… Eppure ascoltandovi, durante la vostra bella performance qui al Dalek, personalmente mi ha affascinato molto un certo vostro dinamismo musicale. E’ stato molto interessante vedere che tutti avete suonato un po’ tutto… chitarre elettriche, basso, batteria, percussioni, fiati… Vi ho trovati sostanzialmente sperimentali, senza una precisa categoria, ma armoniosi… Siete d’accordo, voi credete a categorie ben precise?

Innanzitutto il tuo pensiero è per noi un grande complimento! Ci fa piacere che ti sia arrivato il nostro intento… ossia quello di suonare, per gioco ma anche profondamente, al di là delle categorie.

Ovviamente abbiamo sempre cercato di incanalare il nostro “fare musica” in una direzione, facendo in modo che questa ultima fosse la nostra firma, ma senza staticamente “schedarci”. Quello che diciamo sempre è che suoniamo prima di tutto perché ci piace e, soprattutto ultimamente, non vogliamo rimanere statici, inquadrati in un determinato modo, in un determinato strumento. In questo momento particolare la nostra volontà è quella di aprirci, di “aprire” la nostra musica.

E Tour a parte, cosa vi e ci attende?

Adesso, il mese prossimo, ci dedicheremo alla registrazione del nuovo disco e poi vedremo cosa arriverà…

Per seguire il Gruppo: http://cpluscmaxigross.tumblr.com/

Il Dalek Studio si trova a Messina (Sicilia – Italy), in Via Tremonti – Fondo Cardia. Info e contatti:

http://www.dalekstudios.it/

Di seguito, un piccolo estratto video della performance della Band al Dalek Studio di Messina lo scorso weekend. (si consiglia la visione del canale Youtube del Dalek per tutta la  programmazione live dello Studio, storica e contemporanea).

Performance C+C Maxigross – Dalek Studio: