Al Palazzo dei Leoni di Messina, nel Salone degli Specchi, è in corso fino al 5 Gennaio “MOTUS”, il primo progetto di reportage fotografico di Michael Xenakis, organizzato in collaborazione con la fotografa Martha Micali.

Ventisei scatti in bianco e nero realizzati da Michael nel Lazio, Umbria e Marche dopo i sismi del 2016.

Xenakis, newyorkese ma da qualche anno “trapiantato” a Roma, formatosi sotto la guida dello stampatore romano Rolando Corsetti, attualmente si occupa di fotografia e stampa analogica. Arriva a Messina in collaborazione con Martha Micali, messinese ma da alcuni anni anche lei a Roma dove lavora come fotografa.

Entrambi professionisti, entrambi sensibili ai moti sociali, al rapporto uomo/territorio, al concetto di “identità” ed alla relazione della effettiva essenza identitaria e della sua eventuale mancanza.

Tutti temi ben presenti nella mostra in corso nella citta’ dello Stretto; una mostra potente, solo apparentemente dedicata al post-terremoto del 2016 che ha coinvolto il centro Italia tra Lazio, Umbria e Marche. In realtà il senso di vuoto, di perdita di punti di riferimento, di assenza, di “scossa” esteriore e di conseguenza interiore… è un sentimento tipico dell’uomo contemporaneo, in particolare italiano.

Vi sono luoghi del mondo che non conoscono pace praticamente da sempre. Ma l’Italia è un paese molto particolare. E’ nato con un potenziale enorme, anche per la presenza di numerosi “cervelli”. Ma da sempre l’Italiano si è sentito di passaggio nella sua terra, non si è mai sentito protagonista e, forse, per questo non è mai stato trattato come tale.

I terremoti del centro Italia si sono rivelati devastanti non tanto per la loro magnitudo, ma per come il territorio (inteso come entità creata dall’uomo fatta di strutture abitative, amministrative, religiose e quant’altro) non è riuscito a contenere l’evento soprattutto a causa di interventi umani non adeguati.

Non a caso, forse, questa mostra arriva a Messina, città ripetutamente messa in ginocchio da eventi sismici e troppe volte bistrattata dalla sua gente e dal suo governo. Una posizione geografica invidiata dai più, ma un territorio, quello messinese, da sempre di passaggio, che solo negli ultimi due anni, attraverso l’arte e la costruttiva creatività di alcuni (spesso giovani ed a titolo gratuito), si sta rimettendo al centro di un dibattito storico-scientifico-critico-artistico nazionale.

Lo “spazio” a differenza del “territorio” è come quest’ultimo viene sentito interiormente da ciascun individuo che lo popola. “Spazio” è la continua interazione affettiva, emotiva, sensoriale, quindi psicologica tra ciascuno di noi ed il luogo in cui ci troviamo. Se il luogo non lo sentiamo è perché non esiste. Magari è esistito, ma di fatto non esiste più e non resta che fare i conti con questo “sdradicamento”.  Ecco il messaggio che personalmente ho trovato rimbombante osservando gli scatti in mostra. E da quella interazione, “MOTUS”… termine latino indicante moto, movimento, commozione, sentimento, passione, motivo. Tutti componenti sempre insiti nella relazione originaria individuo/territorio e messi in discussione da un evento, fisico e/o interiore, come quello sismico.

Particolarmente simbolico uno scatto che immortala un’abitazione quasi del tutto distrutta, nel cui interno, però, resta dondolante un lampadario… come se nonostante la devastazione, la luce grida, potente, di essere colta per ricordare, per “nutrire” e rigenerare qualcosa di nuovo, di migliore, ma mai tralasciandone l’identita’.

  • Palazzo dei Leoni, Messina, Corso Cavour.
  • Ingresso gratuito
  • Orario: 10.00 – 13.00; 16.00 – 19.00

 

MOTUS

Fotografie di Michael Xenakis

Libro “Motus”

Editing e Progettazione di Martha Micali

Introduzione di Andrea Cafarella

Stampato da “La Legatoria”

Presentato in mostra dallo storico e critico d’arte Mosè Previti

 

La mostra è promossa da Fisac Messina all’interno dell’iniziativa “Salvaguardiamo il territorio” e sarà visitabile fino al 5 gennaio.

https://www.michaelxenakis.com/

 

Qualche scatto dell’evento per cui si ringraziano gli artisti e lo staff.